giovedì 31 dicembre 2015

INVOLTINI ALLA MORTADELLA

Verdura di stagione


Non ho postato niente per le feste di proposito
Sicuramente i siti che avete guardato per avere qualche spunto traboccavano di ricette , quindi ho preferito appartarmi per tirare le somme di questo anno appena passato che per me è stato molto pesante , meno male che oggi siamo alla fine e i timidi segni per il 2016 sono positivi ;  spero sarà migliore anche in cucina perché curerò di più anche il mio piccolo blog per farlo crescere insieme a voi .
Cominciamo sfruttando una verdura che in inverno dovrebbe essere alla base della nostra cucina , la Verza , grande ortaggio ma forse non troppo appetitoso . Per renderlo più attraente aggiungeremo ingredienti che non possono sbagliare e rifaremo anche il look , perché trasformiamo le foglie in involtini , allora forza all' lavoro e per questa sera avrete una cena salutare e buona .

Involtini alla mortadella      INGREDIENTI

  • 12 foglie di verza
  • 150 gr di mortadella affettata
  • 100 gr di polpa di manzo macinata
  • 100 gr di salsiccia senza pelle 
  • 50 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 uovo 
  • burro , sale pepe e pane grattugiato 
PREPARAZIONE
Lavare le foglie di verza , togliere il gambo centrale poi immergerle in acqua bollente salata per 7, 8  minuti
Dopodiché sgocciolarle con una schiumaiola e metterle su un canovaccio per lasciarle intiepidire
Nel frattempo tritate la mortadella e mescolatela agli altri ingredienti , si il composto risulta troppo morbido aggiungere un cucchiaio di pane grattugiato , insaporire con sale e pepe

Preparate gli involtini stendendo delicatamente il composto sulle foglie , ripiegare di un centimetro la foglia a destra e a sinistra e arrotolare , disporre in una teglia imburrata e aggiungere un po di brodo per la cottura
Coprire la pirofila con un foglio di alluminio imburrato e infornare a 200 gradi per 40 MINUTI
Togliere l' alluminio negli ultimi 10 minuti di cottura e servirli nel recipiente stesso











mercoledì 4 novembre 2015

Muffins ai mirtilli

Deliziose tortine .....  i Muffin ai mirtilli


Certe volte non capisco perché non abbia deciso di fare un blog di dolci , visto che gira e rigira la maggior parte di quello che guardo , di quello che leggo , di quello che cucino e di quello che non mangio , è un dolce ;  Grande sforzo nel trovare ricette di antipasti , primi piatti o lievitati ma facile facile è parlar di zucchero ,  sentire il profumo del burro e guardare stupita la magia e la sorpresa del risultato nel forno .
Forse sarà buono ?? Togliete pure il forse se usate una ricetta di Nigella Lawson non si puo' sbagliare
Vi ho già parlato di lei e di quanto mi piaccia il suo modo di cucinare così semplice e familiare , così confort food e tentatore , infatti alla fine dei suoi video lei mangia sempre e anche di gusto
Avevo da un po nel frizer dei bellissimi mirtilli neri , messi via in attesa di ricette migliori e alla fine eccoli qui , i muffin ai mirtilli certo , insieme alle cup cake i muffin sono per me le tortine perfette , così piccole e raffinate . Una porzione perfetta che racchiude l' essenza del dolce

Ecco la ricetta per 12 Muffin e trovo ottimo il consiglio che Nigella scrive alla fine  ;

preparare in una ciotola tutti gli ingredienti in polvere , preparare in una caraffa tutti gli ingredienti liquidi e mettere entrambi in frigorifero : al mattino vi basterà mescolare brevemente  i due composti  , sembra che sia il segreto per dei bellissimi muffiin , in fine aggiungere i mirtilli e infornare per 20 minuti .... e poi a tavola ... la colazione è pronta

dosi per 12 muffins
200 grammi di farina
1/2 cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiaini di lievito per dolci
75 grammi di zucchero
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
100 ml di latte
100 gr di yogurt intero bianco
75 grammi di burro fuso freddo
1 uovo grande
200 grammi di mirtilli

domenica 11 ottobre 2015

Oggi ti racconto di ....... Marradi

Un borgo incantato di montagna …MARRADI


Una visita a questo borgo tra Firenze e Ravenna  nell’ Appennino Tosco Romagnolo in questo periodo autunnale è un viaggio nelle tradizioni di montagna e nei gusti legati a ottobre e novembre . Parlo di sere davanti al caminetto con fuori umidità e nebbia , parlo dell’ odore dl bosco bagnato ,  dei colore rosso acceso  della vite americana e del sottobosco con macchie di timidi ciclamini rosa , dei sentieri coperti di foglie cadute e dei primi venti freddi che puoi affrontare già avvolta nel  maglione di lana e parlo di funghi e soprattutto di castagne visto che Marradi è la patria del Marron Buono con marchio IGP 
I versanti delle colline sono coperti di castagneti tenuti come giardini ben curati dove si può percorrere La Strada del Marrone del Mugello di Marradi      lastradadelmarrone.it


Marradi è particolare come borgo , non ci sono solo le classiche semplici casette di montagna ma ha nella sua struttura abitativa palazzi nobiliari importanti dal punto di vista architettonico , la storia passata ha visto importanti famiglie nobili , stabilirsi adeguatamente costruendo palazzi bellissimi a Marradi 
Uno splendido  esempio lo possiamo vivere e abitare  a Palazzo Torriani Dimora storica e Residenza d’ epoca di Toscana adesso adibito a Bed&Breakfast o appartamento di vacanza e gestito dalla bravissima signora Annamaria la gentile proprietaria che vi vizierà con le ricette del famoso cuoco Martino proponendo anche corsi di cucina
Atmosfera d’altri tempi che vi fara’ sentire avvolti dalla storia e coccolati nel presente
palazzotorriani.it      ecco alcune foto degli interni .....







Ottobre è il mese perfetto per andare a Marradi , tutti i fine settimana si puo partire con uno storico e sbuffante treno a vapore dalla stazione di Rimini e raggiungere il famoso Borgo del Marron Buono dove si festeggia questo piccolo frutto con una grande sagra già alla 52esima  edizione     lnx.pro-marradi.it

Assaggiare i prodotti tipici sarà molto facile e vi consiglio di comprare la nuova farina di castagne per i prossimi dolci autunnali

Una ricetta tipica e storica  di Marradi sono i Tortellini Fritti , prelibatezza ripiena di purea di castagne e appunto fritta , se andate alla sagra ne mangerete a volontà e vorrete certamente rifarli a casa , ecco casualmente la ricetta della signora Emilia Malavolti che ha vinto un concorso gastronomico nel 2007 a Marradi


TORTELLINI FRITTI

Ingredienti:
Per la sfoglia
1 kg. di farina
10 cucchiai di olio di arachidi
acqua q.b.

Per il ripieno
200 gr di zucchero
1 kg. di purea di marroni
1/2 cucchiaio di vanillina
1/2 bicchiere di rhum /o acqua)
1 uovo
1 pizzico di sale
Zucchero a velo
Preparazione:

per la sfoglia: impastare la farina con olio ed acqua quanto basta; aggiungere poco sale. 
Per il ripieno: nella passata di marroni ottenuta bollendo le castagne e pelandole con infinita pazienza per poi schiacciarle inserire la vanillina, lo zucchero, il rhum, l'uovo intero, il sale. 
Amalgamare bene il tutto e riempire la sfoglia a mo' di tortellino. Friggere in abbondante olio e cospargere con zucchero a velo. 

martedì 18 agosto 2015

La quinta essenza dell' Anguria

IL GELO DI MELLONE


Vi ho già detto che ogni estate mi innamoro di una ricetta e la eleggo protagonista assoluta del periodo più assolato dell’anno
Questa volta a pilotare  la scelta  è stato il fiore del gelsomino di inizio estate , quando al tramonto intensifica il suo profumo che diventa così penetrante e inconfondibile da far ritornare in mente i ricordi legati alla sua fragranza ……. e legato a doppio filo con il gelsomino , nella mia memoria ho l’anguria e la morbida crema che zia Betti preparava solo per me durante le vacanze estive in Sicila .
Quando gli ultimi fiori stavano per appassire ne ho raccolti quanti più potevo come a volere catturare tutto l’aroma che di li a poco sarebbe svanito , con una bella manciata ho preparato Il mio gelo di Mellone e il resto vanno messi in un contenitore e congelati , li avrei utilizzati nei prossimi mesi estivi quando il gelo è perfetto così fresco e cremoso ma la fioritura del gelsomino è terminata ;
Comprata l’ anguria più grande che potevo mi sono messa all’opera , in fondo è una ricetta antica con pochi ingredienti semplici , ci vuole solo un poco di pazienza nel mescolare con cura fino a che la crema non arriva a ” velare il cucchiaio ” ; Raffreddata in frigo per una notte diventerà splendida crema rosso rubino  e oltre al profumo sentirete il sapore del gelsomino 

Fate coincidere questo assaggio a un evento speciale , un compleanno , un arrivo improvviso di un vecchio amico  e memoria e gusto si legheranno per sempre nei ricordi 

Ingredienti x   8 , 10  Persone

500 g succo anguria (1 kg circa di anguria)
50 g zucchero a velo vanigliato (dipende dalla dolcezza dell'anguria)
50 g amido di mais o eventualmente sostituire co la maizena o la fecola
1 manciata fiori di gelsomino freschi ( potete congelarli , il profumo non cambierà ma non potrete usarli per la decorazione , diventeranno gialli una volta scongelati)

Preparazione. Ridurre a cubetti la polpa d’anguria, eliminare i semi e tralasciare la parte bianca e passarla al passaverdura (così dice la tradizione e così ho fatto).
Mettere il liquido sul fuoco basso e una volta tiepido 
lasciarvi i fiori di gelsomino in infusione per circa 1 ora  
Sciogliere in una parte di succo, l’amido e lo zucchero vanigliato 
Filtrare il tutto per eliminare eventuali grumi ed i fiori, unire il restante succo e portare sul fuoco a fiamma bassa bassa , rimestando continuamente con un cucchiaio di legno
Il colore del composto sarà inizialmente rosa e mano a mano che si scalderà, assumerà toni sempre più accesi.
Quando la crema è addensata, travasare nelle ciotoline (la ric. orig. prevede di farla raffreddare ed incorporarvi e gocce di cioccolato che dovrebbero simboleggiare i semi dell’anguria) questo io non l'ho fatto per non rompere una gelatina perfetta . Far riposare in frigo una notte
Prima di servire,  fiori di gelsomino freschi per decorare








venerdì 19 giugno 2015

La notte di San Giovanni e ....... le ricette magiche



Questa notte mi ha sempre affascinato e attratto … non dormite la notte del  24 giugno ci sono cose più interessanti da fare …….
Il 21 giugno , solstizio d’estate è la data dell’ anno in cui il giorno è più lungo della notte . Il sole si ritrova nel punto più alto del cielo e per alcuni giorni sorge e tramonta all’ orizzonte sempre nello stessa posizione , sembra quindi fermarsi e da qui deriva il termine ” Solstizio” sosta del sole , poi dal 24 giugno riprende i suoi normali spostamenti .
Questi eventi fuori dalla normalità hanno suggerito per secoli pratiche magiche e celebrazioni . Gli erboristi definiscono questo tempo ” tempo balsamico ” poiché in questi giorni le piante presentano la più alta concentrazione di principi attivi , è quindi il momento più indicato per la raccolta , si ritiene che le erbe raccolte in questa notte avessero un potere particolare in grado di scacciare ogni malattia ;
Le erbe da raccogliere il 24 giugno , la notte di San Giovanni  sono :
iperico , artemisia , vischio , sambuco , lavanda , mentuccia , biancospino , corbezzolo , ruta e rosmarino 


Con alcune di queste erbe è possibile fare la rugiada  di San Giovanni  .
Si prendono foglie e fiori di lavanda , iperico , mentuccia , ruta e rosmarino . Si mettono in un bacile di legno colmo di acqua e si lasciano fuori tutta la notte , la mattina ci si lava con questa acqua profumata per aumentare la bellezza e proteggersi da tutte le malattie 


Secondo altre tradizioni un mazzolino composto da 9 specie diverse di erbe ; artemisia , salvia , iperico , basilico , lavanda , felce , rosmarino , menta e prezzemolo , poteva fare molto contro le energie negative sia consumato come tisana , sia immerso nell’ acqua del bagno , sia seccato per essere conservato come talismano 
E’ sempre in questa notte magica che si raccolgono le noci verdi per preparare IL NOCINO  un liquore che avrebbe offerto protezione nei momenti difficili dell’ anno seguente  . Fatto secondo ricetta tramandata e con noci verdi raccolte arrampicandosi sull’albero a piedi scalzi , senza attrezzi metallici e facendo attenzione a non intaccare la delicata polpa del frutto sempre in numero dispari , solitamente 33 , 35 

Quanti segreti … forse a questo punto vi aspettavate la ricetta del nocino , ma sarà scritta qui di seguito solo la notte di San Giovanni , ne prima , ne dopo …………


Ecco come promesso a tempo debito la ricetta del nocino , io faccio quella dell’ Artusi e devo dire che i risultati non sono male , anche se ci vorra’ del tempo , il nocino più’ invecchia e più’ migliora

LIQUORE  NOCINO

Noci verdi (col mallo), n. 30.
alcool 90 gradi , litri uno e mezzo.
Zucchero in polvere, grammi 750.
Cannella regina tritata, grammi 2.
Chiodi di garofano interi, 10 di numero
2 macis , la buccia della noce moscata
Acqua, decilitri 4.
La corteccia di un limone di giardino a pezzetti.

Tagliate le noci in quattro spicchi e mettetele in infusione con tutti i suddetti ingredienti in una damigiana od un fiasco della capacità di quattro o cinque litri. 
Chiudetelo bene e tenetelo per quaranta giorni in luogo caldo scuotendo a quando a quando il vaso diventerà tutto nero come la pece

Colatelo da un panno e poi, per averlo ben chiaro, passatelo per cotone o per carta, ma qualche giorno prima assaggiatelo, perché se vi paresse troppo spiritoso potete aggiungervi un bicchier d'acqua.


giovedì 11 giugno 2015

Torta fredda alle fragole


La torta fredda 


Un classico con il caldo , cercare qualcosa che non abbia a che fare con i fornelli o il forno 
Ecco un dolce goloso e con frutta di stagione che oltre a farvi fare un figurone vi rinfrescherà in questi giorni di caldo che ci  riduce  uno straccio . All’ origine nella ricetta veniva usato uno jogurt alle fragole che sarebbe anche più facile , ma è più sano comprare  jogurt bianchi e solo al momento del consumo aggiungere frutta fresca , evitando conservanti e tanto zucchero aggiunto . 
Forza allora , la mattina presto quando l’aria è ancora fresca seguite passo passo la ricetta e mettete la torta in frigo ; quando ritornerete a casa stanchi , accaldati dopo una giornata lunga per tanti motivi , aprire il frigo e vedere questa meraviglia vi rimetterà in pace con il mondo ;




Ingredienti per una torta di 18.20 CM

PER LA BASE

100 g. di biscotti secchi
70 g. di burro fuso
PER FARCIRE
8 g. di colla di pesce
100 ml. di yogurt Bianco e 200 gr di fragole fresche   
250 ml. di panna
4 cucchiai di zucchero a velo
PER LA GELATINA DI FRAGOLE
100 g. di fragole
4 g. di colla di pesce
1 cucchiaio di zucchero
1 spruzzata di succo di limone
                                               PROCEDIMENTO
Per la base croccante: frullate i biscotti nel mixer, fino a renderli una farina. Unite il burro fuso e mescolate bene. Aiutandovi con un cucchiaio rivestite il fondo di una tortiera a cerniera di 18 , 20 cm. di diametro con questo composto e appiattite bene con il dorso del cucchiaio
Mettete in frigo a riposare.
Per la gelatina: frullate le fragole, fatene scaldare 2-3 cucchiaiate con lo zucchero e una spruzzata di limone, togliete dal fuoco, e unitevi la colla di pesce, precedentemente ammollata e strizzata, aggiungete il resto del frullato. Filtrate il composto da un colino.
Preparate la crema, mescolando lo zucchero con lo yogurt; mettete i fogli di gelatina dentro un recipiente di acqua fredda per 10 minuti; fate sciogliere la colla di pesce con un paio di cucchiai di purea di fragole calda  e aggiungetela allo yogurt. Tagliate le fragole a pezzetti e riducete in purea con il mixer e unite allo jogurt  .   Montate anche la panna e incorporatela al composto di jogurt , gelatina e purea di fragole
Versate la crema sui biscotti, ponete in frigorifero per 3 ore. 
Quindi adesso che il composto è solido versatevi al top la gelatina di fragole e lasciate rassodare ancora in frigorifero

Nel momento di servirla decoratela con fragole e frutti rossi a piacere



giovedì 28 maggio 2015

Oggi ti racconto di ...... Brisighella

Seguendo il Sentiero senza tempo

 

Lasciamo la via Emilia a Faenza e accompagnati da viali di rose e gelsomini in piena fioritura  e imbocchiamo la strada che comincia una dolce salita sull '  Appennino Faentino con direzione Brisighella , uno dei cento borghi più belli d ' Italia www.borghitalia.it
Abito a circa 50 km da qui ma si sa l’occhio guarda sempre lontano e a volte si sottovaluta quello che hai sotto il naso , non avevo ancora dedicato una gita solo a questo borgo , quindi appena si è presentata l' occasione siamo partiti per un giorno tra storia e natura
Le abbondanti piogge degli ultimi giorni hanno dato una sferzata di energia alla natura che esplode in tutta la sua forza con un verde quasi abbagliante e nelle colline più vicine a Brisighella i filari di vite lasciano il posto ai giovani ulivi fondamentali per avere un piccolo tesoro , l’ olio extra vergine di oliva DOP BRISIGHELLA      www.brisighelladop.com
Nell’ ultima domenica di novembre alla Sagra dell’ Ulivo si avra’ modo di assaggiare questo nettare magari sopra una bruschetta di pane toscano tostato e profumato con aglio 
Il piccolo borgo medioevale ci appare adagiato tranquillamente nella valle del Lamone e le fortificazioni sono su picchi che sovrastano l’abitato e non posso fare a meno di notare la rocca e la torre dell’ orologio . Bello perdersi nelle strette stradine del centro storico notando gli antichi particolari delle case e immaginando la Festa medioevale che rievoca le battaglie con costumi , scene e storie di altri tempi nei primi due fine settimana di luglio 




La citta’ è slow , si era capito dall’atmosfera , dalle botteghe, dai percorsi senza tempo e il simbolo della chiocciola mi  invita a rallentare  www. cittaslow.org
Indicazioni ci guidano per La via degli Asini e arriviamo a uno strano palazzo a piani che un tempo era usato per gli asini  e dalle persone che con le loro famiglie accudivano e lavoravano con questi animali e i loro carretti . 
Bello , tutto merita veramente , una vera passeggiata indietro nel tempo 
Brisighella è molto attiva e organizza a maggio la sagra del Carciofo Violetto altra specialità della zona da non perdere per gustare ad esempio i tagliolini calamari e Moretto oppure i Cappelli del prete ripieni di moretto e ricotta 
Per tutte le informazioni http://www.brisighella.org un sito veramente ben fatto  e di grande utilta’

Siamo in Romagna e la frutta la fa da padrone , ma oltre le tipiche varietà qui si da importanza ai frutti dimenticati , quelle antiche varietà che sono state sostituite da tipologie più redditizie e richieste , conoscete la pera volpina , piccola pera dolce e succosa  anche a questo frutto dimenticato viene dedicata una sagra autunnale dove si gusta cotta nel vino con abbondante zucchero , direi che ogni scusa è valida per far festa ……. ma certo 
ricordi , siamo in ROMAGNA



                                  








domenica 17 maggio 2015

Taralli ai semi di finocchio

Un tarallo ti salva sempre.....;
Perché ????  Tante volte hai fame e non sai come mangiare qualcosa senza poi straziarti per i sensi di colpa , oppure sei in macchina per un viaggio e non hai voglia fermarti in un autogrill , fare la fila e ritrovarti con un croissant di plastica in mano , oppure vengono amici  e dai apriamo una bottiglia , oddio non ho niente per l'aperitivo ..... ecc , queste sono solo alcune delle tante situazioni in cui i taralli mi hanno salvata , ed è proprio come un piccolo salvagente di emergenza ;
Che dite é ora?
cominciamo con il salato dai…qualcosa di sfizioso da tenere in dispensa nel caso di ospiti improvvisi e un’ottima apertura a pranzi e cene , accompagnati con un meraviglioso Valdobbiadene…mi raccomando: freddissimo!!!

INGREDIENTI
1 kilo di farina 00
300 ml. di vino bianco secco
250 ml. di olio di quello buono extravergine
30 g. di sale fino
2 cucchiai di semi di finocchio
In una ciotola, amalgamate la farina con il sale e i semi di finocchio, unite l’olio e il vino bianco fatto intiepidire(e un pò di acqua se necessario!). Impastate fino ad ottenere una pasta omogenea ed elastica, formate un panetto e fatelo riposare coperto da pellicola trasparente, sotto una ciotola o un canovaccio per 20-30 minuti.

Riprendete la pasta e tagliate dei pezzetti, formate dei rotolini e chiudete l’estremità, sovrapponendoli, schiacciando bene. Tuffateli in acqua in ebollizione(salata), scolateli quando tornano a galla. Mettete i taralli ad asciugare su un canovaccio per qualche minuto. Quindi cuoceteli in forno a 200° per 15-20 min

martedì 21 aprile 2015

Limoni 1 2 3

Cosa faccio adesso con tutti questi limoni......


Questa domanda mi ha tenuta sveglia , ho ricevuto in regalo chili di limoni e non vorrei sprecare nemmeno una goccia di questo profumato frutto . Per cui pensa e ripensa la scaletta è questa ;
Con i grossi limoni provenienti dalla Calabria faro' la crema di limone , con i limoni bio del giardino di Carla faro' della gelatina di limone e il destino di quelli rimanenti sarà diventare caramellati per guarnire torte o gelati alla vaniglia ;
Bene cominciamo il lavoro più lungo per la crema di limone , con un coltello affilato sbucciare gli agrumi facendo attenzione a non intaccare anche la parte bianca per via del gusto amarognolo , mettere tutto a marinare per due giorni in un litro di alcool a 95 gradi . La crema di limone ha una realizzazione molto veloce rispetto a un limoncello e la sua cremosita' vi renderà dipendenti

Liquore di crema al limone          ricetta per preparare 4 litri

Ingredienti -- 8/10 limoni biologici
                                     -- 2 litri di latte intero a lunga conservazione
                                     -- 2 chilogrammi di zucchero
                                     -- 1 litro di alcool per liquori
                                     -- una bacca di vaniglia

SBUCCIARE i limoni con un coltello affilato, facendo attenzione a non tagliare il bianco
LASCIARE in fusione nell'alcool per 2 giorni in un vaso di vetro
BOLLIRE in una pentola il latte per 5 minuti, aggiungendo lo zucchero e la vaniglia, mescolare molto bene e lasciare riposare fino a che il tutto non si è completamente raffreddato
UNIRE le due preparazioni e utilizzando un imbuto con filtro
IMBOTTIGLIARE il liquore e conservare nel frizer dove l'alcool impedirà il congelamento e manterrà la freschezza nel gusto. 



                          

Passiamo alla gelatina che si è rivelata un buon utilizzo di tutto quel succo di limone , eventualmente possiamo anche solo congelarlo in una vaschetta per il ghiaccio e al bisogno insaporire un bicchiere di acqua fresco


Ingredienti ricette per Gelatina di frutta :
  • 2 kg. di limoni
  • 1,2 kg. di zucchero per ogni litro di succo raccolto
  • acqua (q.b.)
  • Il procedimento è abbastanza semplice , mettete a bollire il succo una volta aggiunto lo zucchero schiumare fino a che il tutto non si riduce e appare concentrato
  • Mettere ancora caldo nei vasetti e capovolgere fino al raffreddamento


Alla fine mi rimangono circa 6 limoni con cui faro' le

FETTE DI LIMONE CARAMELLATE
6 limoni biologici (circa 900 gr, dopo aver tagliato le estremità)
900 gr zucchero
1 litro di acqua

Affettare i limoni con un coltello ben affilato , in modo da ricavare fettine spesse 5 mm
Togliere i semi con attenzione
Nel frattempo unire lo zucchero all' acqua e bollire per 10 min
Aggiungere i limoni e continuare a bollire fino a che la scorza risulta morbida , circa 10min
Mettere le fettine nei vasi , addensare lo sciroppo rimanente e coprire fino all'orlo gli agrumi
Chiudere bene con il tappo e eventualmente per sicurezza bollire a bagno maria
 Conservare nella vostra dispensa faranno un figurone



giovedì 2 aprile 2015

Le uova farcite

Uova farcite con crema di acciughe

Finalmente è arrivata
 la primavera  non si è fatta attendere e puntuale come un orologio l'aria è cambiata , i fiori sono sbocciati , i prati si sono accesi di un verde abbagliante e un vento forte ha pulito tutto e preparato un atmosfera limpida e pulita . Come pensate di prepararvi alla Pasqua , sentite questa voglia di rinnovamento e rinascita uscendo dal freddo dell'inverno ?
A me serve ancora un poco di tempo perché per ora dormirei sempre , ho un risveglio lento si sa , ma per i preparativi del pranzo di Pasqua vorrei fare tutto all' insegna della semplicità dando più importanza e spazio hai sentimenti che al cibo
Per questo motivo cominciamo da un antipasto perfetto , le uova farcite con crema di acciughe che non richiedono più di trenta minuti di tempo per la preparazione e in più le uova sono uno dei simboli più amati per questa festività
La ricetta è indicata anche per le cuoche non esperte e vi permetterà di risparmiare molto tempo da dedicare a chi amate


Ingredienti per le uova farcite con crema di acciughe (dosi per 4 persone)




  • 6 uova
  • 2 cucchiai di panna montata
  • 2 cucchiai di ketchup
  • 1 cipolla
  • 1/2 limone
  • Tabasco
  • 2 acciughe
  • 1 pizzico di paprica
  • 1/2 vasetto di Maionese
  • prezzemolo
  • lattuga
  • sale
  • 1 pomodoro grosso

Preparazione
Mettete le uova a bollire e fatele rassodare per 10 minuti circa. Raffreddatele sotto l’acqua fredda, sgusciatele e tagliatele a metà nel senso della lunghezza.  
 
2. Estraete delicatamente i tuorli e passateli al setaccio, raccogliendoli in una terrina. Aggiungete 2 acciughe ridotte in crema, la cipolla tagliata finemente, la maionese e la panna montata
3. Unite poche gocce di Tabasco, il succo del limone e mescolate. Aggiungete il Ketchup, la paprica e un po’ di sale e mescolate ancora.  
4. Disponete le vaschette di albume su un piatto da portata. Mettete l’impasto in una siringa per dolci e spremete un ciuffetto di mousse su ogni vaschetta di albume. 
5. Spolverizzate con il prezzemolo tritato. Formate un letto di lattuga su un piatto da portata, adagiate sopra le uova e decorate a piacere con gli spicchi di pomodoro.

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