mercoledì 20 luglio 2016

Spiedini di pollo

Spiedini di pollo si , ma arrotolati nel prosciutto
certo marinati e arrotolati , sono buonissimi , cosa c'è di più bello di una grigliata con gli amici in queste lunghe sere estive , basta solo decidere chi farà la sauna davanti alla grigia e il gioco è fatto



                                  Spiedini di pollo arrotolato al prosciutto


INGREDIENTI

    * 600 g di petto di pollo
    * 1-2 rametti di rosmarino
    * 2 dita di vino bianco secco
    * 1 cucchiaio d'olio extravergine di oliva
    * 2 rametti di salvia
    * 2 spicchi d'aglio
    * 120 g di prosciutto crudo in fette un po' spesse e compatte
    * pepe

PREPARAZIONE

    * Tagliare il petto di pollo a pezzetti grandi quanto un piccolo involtino, eliminando le cartilagini.
    * Lavare il rosmarino, selezionarne le foglie e tritarle finemente con la mezzaluna su un tagliere
    * Mettere il pollo in una ciotola, unire il vino, l'olio, il rosmarino la salvia tritati e l'aglio spellato ed affettato salare leggermente e lasciare marinare al fresco per 30 minuti
    * Dividere le fette di prosciutto a pezzi abbastanza grandi da avvolgere i pezzi di pollo.
    * Avvolgere ogni pezzo di pollo con il prosciutto e man mano che sono pronti infilzarli su spiedi di legno oppure negli stessi rami di rosmarino lasciandone solo un ciuffo all'estremità che coprirete con la stagnola per proteggerli dal calore alternandoli con le foglie di salvia ben lavate.
    * Scaldare su fiamma viva la piastra in ghisa. Mentre si sta scaldando unire un filo d'olio ed asciugarlo con carta da cucina. Quando la piastra sarà ben calda comincerà ad emettere un lieve fumo, appena percettibile. E' il momento di mettere gli spiedini al fuoco.
    * Lasciarli cuocere per 2-3 minuti, senza toccarli, affinché possano ben cuocere. Mantenere la fiamma piuttosto vivace. Non deve ne comparire acqua sul fondo della piastra (temperatura troppo bassa), ne fumare eccessivamente (temperatura troppo alta).
    * Trascorsi i 2-3 minuti, girare gli spiedini e scottare allo stesso modo il secondo lato.
    * Abbassare appena la fiamma e cuocere gli spiedini per una decina di minuti, girandoli di tanto in tanto.
    * Servire immediatamente.

CONTORNO DI ABBINAMENTO IDEALE
Piselli in padella, insalata mista, insalata fresca.
STAGIONE
Ricetta per tutte le stagioni

venerdì 1 luglio 2016

Ciliegie Sciroppate

Ciliegie o Amarene





Per parlare delle differenze tra ciliegie e amarene bisogna fare un passo indietro e capire che la differenza sta nel frutto quanto nella pianta.

Stessa famiglia, stesso genere, specie diversa

Genericamente si distinguono le ciliegie vere e proprie, chiamandole “ciliegie dolci”, dalle cosiddette “ciliegie acide” che sono invece amarene.
Le prime, le ciliegie dolci, provengono dal Prunus avium sono quelle perfette per esser consumate fresche, una dopo l’altra da maggio a giugno, il periodo di raccolta. Si identificano principalmente due categorie: quelle di pezzatura più grande e scure chiamate duroni e quelle invece chiare e piccole, dette tenerine.
Tra queste vi sono le tre prelibatezze italiane a marchio, che da Nord a Sud fanno impazzire grandi e piccini, e sono: la Ciliegia di Marostica IGP, la Ciliegia di Vignola IGP e la Ciliegia dell’Etna DOP.
Le seconde, le ciliegie acide, nascono dal Prunus cerasus e si prestano magnificamente per la preparazione delle mille e più specialità regionali. Anche qui si possono identificare tre categorie: le amarene, le visciole e le marasche. Essendo queste tre rosse più piccole delle ciliegie normali, e tendenzialmente più acide, sono ampiamente utilizzate dall’industria conserviera per la produzione di dolci, liquori e marmellate. Diventa impossibile non nominare l’irresistibile confettura di Amarene Brusche di Modena IGP, da spalmare su pane e fette biscottate per colazione.
Sono tante le leccornie nate dalle piccole ciliegie acide, preparazioni tradizionali dal sapore contadino, che ad oggi ricoprono un ruolo di tutto rispetto nelle preparazioni casalinghe e non.

Queste amarene sciroppate fatte in casa sono preparate con una ricetta semplicissima, della più antica tradizione regionale italiana.
 In Emilia, infatti, a Vignola, si preparano esattamente allo stesso modo.
E la stessa ricetta è presente nel libro di Carnacina “La cucina italiana dall’ A alla Zeta 
. Tornando indietro nel tempo, la stessa ricetta la si ritrova nell’Artusi, con una piccola variazione. I noccioli non vengono buttati via ma rotti ad uno ad uno per estrarne l’anima, che ha un sapore simile a quello delle mandorle amare. Una volta triturati, questi vengono aggiunti alle amarene e allo zucchero e conferiscono al risultato un sapore a quello delle amarene Fabbri (ottenuto oggi però attraverso l’aggiunta di aromi “naturali”: il retrogusto di “sintetico” che rimane in bocca è infatti – purtroppo – inconfondibile).
 

 
 
Ingredienti
1 kg di amarene
700 gr di zucchero
un po’ di alcool per liquori.
 
Procedimento.
Si privano le amarene da foglie e piccioli,si lavano e si pesano. Per ogni Kg di frutta si aggiungono 700 gr di zucchero, si tolgono i noccioli e si mette tutto in una ciotola al sole coperte da un velo. Si mettono fuori la mattina e si ritirano al tramonto, avendo cura di mescolarle ogni tanto. Dopo 7-10 giorni, quando lo zucchero si è completamente sciolto diventando sciroppo, sono pronte.
Le vostre amarene sciroppate fatte in casa sono pronte. Si mettono nei barattoli con un cucchiaio di alcool in superfice e si conservano al fresco.



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